Linea temporale

Questa linea temporale è ovviamente una “forzatura” e una semplificazione, il cui suo scopo è rappresentare graficamente e in modo sintetico i principali protagonisti e avvenimenti della storia della grafica, a partire dalla nascita della fotografia e dei primi poster cromolitografici. Come per gli articoli, anche la timeline sarà in costante aggiornamento.

1826
Prima eligrafia di J. N. Niépce

Nascita della fotografia moderna

J. N. Niépce, Daguerre, Nadar, E. Muybridge, T. Eakins, A. Stieglitz, E. Steichen, L. Hine, E. Atget, J. M. Cameron, G. Le Gray (…)

Primi cartellonisti francesi

J. Chéret, H. T. Lautrec, E. Grasset, P. Bonnard

1858
Nascita e sviluppo del manifesto moderno in cromolitografia

Nel 1858 Jules Chéret realizzò il suo primo manifesto importante: il musicista Jacques Offenbach gli commissionò una grafica per la sua operetta Orphée aux Enfers.
Nel 1866 Chéret stampò invece il primo manifesto nella sua nuova stamperia di rue Sainte Marie: La Biche au Bois.
Metà del XIX secolo
Le Arts and Crafts

Le Arts and Crafts furono un movimento artistico per la riforma delle arti applicate, una sorta di reazione di artisti e intellettuali alla produzione industriale, esemplificata dalle merci esposte al Crystal Palace nell’Expo del 1851.

Arts and Crafts

W. Morris, J. Ruskin (…)

Impressionismo

Claude Monet, Edouard Manet, Auguste Renoir, Edgar Degas, Camille Pissarro (…)

1874
Prima mostra Impressionista presso l’Atelier Nadar

Il 15 aprile 1874 un gruppo di giovani pittori organizzò una mostra in proprio, data l’impossibilità di accedere ai Salon ufficiali. Tra gli artisti: Claude Monet, Auguste Renoir, Camille Pissarro, Edgar Degas, Paul Cézanne, Berthe Morisot.
Coetanei, ma profondamente diversi tra loro, furono i massimi esponenti di quella che all’epoca era la nuova nascente corrente artistica dell’Impressionismo. La denominazione fu coniata ironicamente da un giornalista, che prese spunto da un dipinto esposto alla mostra: Impression, soleil levant.
1886
Ultima mostra del gruppo impressionista

Nel 1886 si tenne l’ottava e ultima esposizione degli impressionisti.
Gli artisti presenti furono 17 tra cui, per la prima volta, Signac e Seurat.

Con il termine “post-impressionismo” si raggruppano diverse tendenze artistiche che svilujpparono e superarono le premesse impressioniste, tra il 1880 e i primi anni del XX secolo.
Fra i vari pittori post-impressionisti: Georges Seurat, Paul Cézanne, Paul Gauguin, Vincent van Gogh, Henri de Toulouse-Lautrec.

Ultima mostra impressionista

Simbolismo

1886
Pubblicazione del Manifesto del Simbolismo

Il manifesto del Simbolismo venne pubblicato il 18 settembre 1886 su Le Figaro, ad opera di Jean Moreas.
L’arte simbolista possiede contenuti molto complessi da decifrare;
il suo scopo è superare la pura visività dell’impressionismo in senso spiritualistico (non scientifico, come avveniva invece tra i neo-impressionisti), cercando di trovare delle corrispondenze tra mondo oggettivo e sensazioni soggettive.
~1890-1910
Lo Stile Liberty

L’Art Nouveau, noto in Italia anche come Stile Floreale, Stile Liberty o Arte Nuova, fu un movimento artistico e filosofico che si sviluppò tra la fine dell’800 e il primo decennio del 1900 e che influenzò le arti figurative, l’architettura e le arti applicate.

Art Nouveau

A. Mucha, A. Bearsdley, W. Bradley, E. Cardinaux, F. Hodler, A. Hohenstein, M. Dudovich, L. Metlicovitz (…)

Secessione Viennese

Gustav Klimt, Koloman Moser, Alfred Roller, Ferdinand Andri (…)

1897
Fondazione della Secessione Viennese

Nel 1896 Gustav Klimt, assieme ad altri 18 artisti, dichiarò la scissione dalla Wiener Künstlerhaus, l’associazione ufficiale degli artisti viennesi e, come passo successivo, la fondazione della Wiener Secession (1897).
1903
Fondazione della Wiener Werkstätte

La Wiener Werkstätte fu una comunità di produzione viennese, legata al mondo del design industriale e della grafica, fondata nel 1903 dall’architetto Josef Hoffmann, dal banchiere Fritz Wärndorfer e dal pittore Koloman Moser. Funzionò fino al 1939.

Wiener Werkstätte

Koloman Moser, Josef Hoffmann (…)

Die Brücke (1905-1913)

H. L. Kirchner, H. Heckel, C. Schmidt-Rottluff, F. Bleyl

1905
Fondazione del gruppo espressionista Die Brücke

“Il Ponte” fu fondato un gruppo di artisti a Dresda il 7 giugno 1905. Il gruppo fu all’origine di un più vasto e localmente diversificato movimento, dell’Espressionismo tedesco. Si fa risalire a questa data l’nizio delle avanguardie storiche.
1905
Fondazione del gruppo dei Fauves

Il movimento espressionista francese ebbe la propria prima collettiva nel 1905. I fauves furono un gruppo di breve durata: il gruppo di artisti lavorò assieme tra il 1905 e il 1908. 

I Fauves

Henri Matisse, André Derain, Maurice de Vlaminck (…)

Futurismo italiano (1909-1938)

Filippo Tommaso Marinetti, Fortunato Depero, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Francesco Cangiullo (…)

1909
Pubblicazione del primo manifesto del Futurismo, pubblicato su Le Figaro il 20 febbraio 1909 ad opera di Filippo Tommaso Marinetti

Il Futurismo fu un avanguardia culturale italiana che influenzò altri movimenti affini, dalla Russia agli USA. I futuristi esplorarono ogni forma di espressione: pittura, scultura, letteratura, teatro, musica, architettura, danza, fotografia, moda, cinema, gastronomia.
1907
Il Cubismo

La parola “cubismo” deriva da una mostra di Georges Braque del 1907. Nella pittura cubista si possono individuare fondamentalmente tre fasi:
Cubismo formativo (1907-1909): semplificazione delle forme e riduzione a puri volumi;
Cubismo analitico (1909-1912): raffigurazione del soggetto guardandolo da diversi punti di vista, anziché da uno solo, come accadeva nella tradizionale visione prospettica;
Cubismo sintetico (1912-1921): semplifica le forme scomposte inserendo piani larghi e colorati.

Cubismo

P. Picasso, G. Braque, J. Grisu, F. Léger

Der blaue Reiter

W. Kandinsky, F. Marc (…)

1911
Der blaue Reiter

Der blaue Reiter fu un gruppo di artisti formatosi a Monaco di Baviera nel 1911 e attivo fino al 1914, quando la prima guerra mondiale ne causò la dispersione. Fu il secondo dei due nuclei fondamentali dell’espressionismo tedesco, dopo Die Brücke. Il gruppo non ebbe un vero e proprio manifesto ma pubblicò l’omonimo bollettino che si caratterizzò sin dall’inizio in senso cosmopolita e interdisciplinare.
1913
Il Suprematismo

Fu un’avanguardia creata dal pittore Kazimir Malevič intorno al 1913. Teorizzata dapprima sul manifesto del 1915 (scritto da Malevič in collaborazione con il poeta Majakovskij), poi nel suo saggio del 1920 Il suprematismo, ovvero il mondo della non rappresentazione.

Suprematismo russo

K. Malevič

Costruttivismo russo

A. Rodchenko, El Lissitzy, G. Klutsis, V. Tatlin

1913
Il Costruttivismo fu un movimento culturale nato in Russia

Le forme geometriche del Suprematismo furono gli strumenti di cui si servirono un gruppo di artisti più votati a lavorare per la società, che credevano nell’abolizione dell’arte intesa in senso borghese e a favore di forme più vicine alla vita reale, come la pubblicità, la tipografia, l’architettura e la produzione industriale. Il Costruttivismo.
Questo precedette di poco la rivoluzione del 1917, che rifiutava il culto dell’arte per l’arte a favore dell’arte come pratica diretta verso scopi sociali. Il Costruttivismo come forza attiva durò fino a circa il 1934.
1916
Fondazione del gruppo Dada

Il Dadaismo o Dada fu una tendenza culturale nata a Zurigo, sviluppatasi tra il 1916 e il 1920.
Nel 1918 fu pubblicato il Manifesto Dada ad opera di Tristan Tzara.

Dada

T. Tzara, K. Schwitter, M. Duchamp, J. Heartfield, N. Werkman, H. Höch

De Stijl e il Neoplasticismo olandese

P. Mondrian, T. Van Doesburg, P. Zwart, V. Huszar

1918
Pubblicazione del Manifesto di De Stijl

De Stijl, anche conosciuto con il nome di Neoplasticismo, fu un movimento artistico fondato nei Paesi Bassi nel 1917.
Il termine “neoplasticismo” comparve per la prima volta nell’ottobre del 1917 con la pubblicazione del primo numero della rivista De Stijl fondata da Theo van Doesburg. Questo termine venne stato utilizzato da Piet Mondrian e Theo van Doesburg nella pubblicazione del Manifesto De Stijl (1918) per descrivere la loro forma d’arte: astratta, essenziale e geometrica.
1919-1933
Staatliches Bauhaus

Il Bauhaus è stata una scuola di arte e design che operò in Germania dal 1919 al 1933, nel contesto storico-culturale della Repubblica di Weimar. Ebbe sede a Weimar dal 1919 al 1925, a Dessau dal 1926 al 1931, e a Berlino dal 1931 al 1933.

Bauhaus (1919-1933)

Walter Gropius, Lyonel Feiniger, Johannes Itten, Josef Albers, Laszlo Moholy Nagy, Herbert Bayer, Joost Schmid, Wassily Kandinsky, Paul Klee, Marcel Breuer, Marianne Brandt, Gunta Stoltz (…)

Surrealismo

A. Bréton, J. Mirò, S. Dalì, A. Masson, M. Ernst, Y. Tanguy, R. Magritte

1924
Manifesto del Surrealismo

Il Surrealismo è un movimento artistico e letterario d’avanguardia, nato negli anni ’20 a Parigi come evoluzione del Dadaismo. Coinvolse tutte le arti, comprese la letteratura e il cinema. Nel 1924 fu pubblicato il primo manifesto del movimento, scritto da André Bréton.
1925
Exposition internationale des Arts décoratifs et industriels modernes

L’Esposizione internazionale di arti decorative e industriali moderne fu un’esposizione universale che si tenne a Parigi nel 1925. Venne ideata nel 1907 e progettata nel 1913, ma rinviata a causa della prima guerra mondiale.
Dall’esposizione derivò il nome dello stile Art déco, che interessò le arti decorative, le arti visive, l’architettura e la moda tra il 1920 e il 1930 circa.

Stile Déco

Cassandre, Sépo, J. Carlu, R. Bereny, E. Benito

Neue Sachlichkeit (Nuova Oggettività)

N. Stoecklin, H. Leupin, D. Brun, L. Bernhard

1925
Mostra Die Neue Sachlichkeit

La Nuova oggettività (in tedesco Neue Sachlichkeit) fu un movimento artistico nato in Germania alla fine della prima guerra mondiale che coinvolse principalmente la grafica.
L’anno più importante per il movimento fu probabilmente il 1925, quando si tenne l’omonima mostra d’arte a Mannheim.
1928
Pubblicazione di Die neue Typographie

Prendendo spunto dal Costruttivismo russo e dagli insegnamenti del Bauhaus, Jan Tschichold (1902-1974) codificò le caratteristiche di una grafica “moderna” nel suo saggio Die Neue Typographie (1928), distribuito in tutta Europa e che divenne libro di testo al Bauhaus di Dessau.

Die neue Typographie

J. Tschichold, P. Zwart, P. Schuitema

Studio Boggeri (1933-1981)

A. Boggeri, M. Huber, A. Steiner, X. Schawinsky, E. Carboni, F. Grignani

1933
Fondazione dello Studio Boggeri

La nascita della grafica moderna italiana si deve fondamentalmente ad Antonio Boggeri, che nel 1933 aprì a Milano lo studio omonimo.
1933
Campo Grafico (1933-1939) fu una rivista milanese dedicata alla tecnica e all’arte grafica

Campo Grafico

Harry Beck

1933
La London Underground Map
di Harry Beck
1934
Alexey Brodovitch, art director di Harper’s Bazaar

 Oltre a Mehemed Fehmy Agha, un altro art director che rivoluzionò le regole grafiche della moderna editoria fu il russo Alexey Brodovitch. Già durante il periodo parigino, il lavoro di Brodovitch non passò inosservato: il fotografo Ralph Steiner, che lavorava per Harper’s Bazaar, ne riconobbe il grande talento e lo presentò alla redattrice capo Carmel Snow, che gli offrì un posto di lavoro. Brodovitch lavorò per la rivista dal 1934 al 1958, creando un insieme armonioso nelle sue pagine, dove l’uso vanguardistico di fotografia, tipografia e illustrazione si integravano perfettamente. 

Harper’s Bazaar e Alexey Brodovitch

Il sistema Isotype

1929-1939
Il sistema Isotype

Il sistema Isotype (International System of Typographic Picture Education) è un sistema basato su pittogrammi, progettato dall’insegnante e filosofo austriaco Otto Neurath e dall’illustratore Gerd Arntz per comunicare le informazioni in modo semplice e visuale, senza l’utilizzo (o con un uso limitato) della lingua scritta e parlata.

il grafico Gert Arntz tradusse le teorie di Neurath in un sistema di segni grafici semplice ed efficace; sotto la sua direzione vennero realizzate numerose pubblicazioni statistiche e mostre divulgative tra il 1929 e il 1939.
1937
New Bauhaus: American School of Design

Nel 1937 – su iniziativa dell’Association of Arts and Industries – fu aperta a Chicago la New Bauhaus: American School of Design. Laszlo Moholy-Nagy fu chiamato a dirigerla e iniziò ad attuare il programma del Bauhaus come lo aveva pensato Gropius.
La scuola chiuse già nel giugno del 1938, in seguito alle agitazione studentesche e alle difficoltà finanziarie. Nel mese di febbraio del 1939 fu riaperta col nome di School of Design.

New Bauhaus

Laszlo Moholy-Nagy, György Kepes, Nathan Lerner, Hin Bredendieck, Arthur Siegel, Marianne Willisch (…)

Informale e Espressionismo astratto

1946
Informale e Espressionismo astratto

Il termine “Espressionismo astratto” si deve allo storico Alfred Hamilton Barr che lo coniò nel 1929 a commento di un quadro di Wassily Kandinsky. Il termine fu ripreso in seguito dal critico Robert Coates nel 1946, ed applicato all’arte americana di quel periodo.
Questa corrente artistica prende il suo nome dalla combinazione dell’intensità emotiva ed espressiva, tipica degli espressionisti, con l’estetica anti-figurativa dei pittori astratti.
1948
La prima macchina fotografica istantanea

La storia della Polaroid iniziò nel 1937 quando il fisico Edwin Herbert Land (1909-1991) fondò la Polaroid Corporation.
La Polaroid 95 (1948) fu la prima macchina fotografica istantanea della storia, capace di produrre col solo scatto le fotografie al suo interno. La “stampa” istantanea della foto era possibile grazie a un particolare involucro contenente la soluzione chimica che al momento dello scatto si rompeva permettendo alla stessa di applicarsi alla pellicola nel passaggio passava attraverso i cilindri.
 Nel 1963 venne inventata la prima pellicola a colori, la Polacolor. Fu progettato inoltre un nuovo modello di macchina fotografica, la Polaroid Swinger, destinata a un pubblico giovane.

La Polaroid

Movimento Arte Concreta

1948
Il MAC

Il Movimento per l’arte concreta, o MAC, fu un movimento artistico fondato a Milano nel 1948 da Atanasio Soldati, Gillo Dorfles, Bruno Munari, Gianni Monnet, Augusto Garau, Ettore Sottsass, con il fine di dare impulso all’arte non figurativa, in particolare a un astrattismo libero da ogni imitazione e riferimento con il mondo esterno, di orientamento prevalentemente geometrico.
Il MAC esordì con una mostra collettiva alla Libreria Salto di Milano nel dicembre 1948
1954
The Push Pin Studios

The Push Pin Studios fu fondato nel 1954 da Seymour Chwast, Milton Glaser ed Edward Sorel (Reynold Ruffins si unò in seguito al gruppo). 
Si trattò di una forza rivoluzionaria nel campo del disegno grafico, iniziata quando i quattro membri si erano incontrati come studenti alla Cooper Union di New York. 

Nel 1957 comparve il Push Pin Monthly Graphic. Inaugurato inizialmente come una pubblicazione da inviare a clienti e amici,la rivista fornì un supporto per membri e collaboratori dello studio, inclusi i designer Paul Davis, Jim McMullan e John Alcorn, tra i molti. 
Il loro lavoro rifiutava la tradizione a favore di una fresca reinterpretazione degli stili storici (avanguardie, vittoriano, art nouveau, art déco), fornendo un nuovo contrappunto sia alla rigidità paralizzante dello Stile Internazionale, sia al realismo sentimentale dell’illustrazione commerciale.
Il Push Pin Graphic cessò la pubblicazione nel 1980, a causa dell’aumento dei costi di produzione, ponendo fine a 23 anni e 86 numeri. 

1954

Club des libraires de France

1954
Pierre Faucheux e il Club des libraires de France

Dal 1954 al 1964, Faucheux fu direttore artistico del Club des libraires de France (il club fu fondato da Bernard Gheerbrant e da Faucheux stesso). Ogni lavoro veniva letto attentamente prima di essere interpretato nello stile che meglio lo poteva esprimere.

Faucheux si era unito al Club Français du Livre nel 1946, rompendo con le consuetudini editoriali. Consapevole delle risorse dell’espressività tipografica, Faucheux uscì dai tradizionali canoni di impaginazione, esplorando le possibilità di una tipografia più variegata, guardando soprattutto alle avanguardie storiche.
1955
La scuola di Ulm

La scuola di Ulm (Hochschule für Gestaltung) è stata una scuola di progettazione grafica e di disegno industriale che ha raccolto nel secondo dopoguerra l’eredità delle scuole tedesche (Bauhaus) e sovietiche (Vchutemas), nate negli anni venti, con l’esigenza di dare un carattere scientifico e accademico alla professione di progettista.

La scuola fu fondata nel 1955 da Inge Aicher-Scholl (sorella di Sophie Scholl e Hans Scholl), il marito Otl Aicher e Max Bill grazie a sovvenzioni statunitensi, e funzionò fino al 1968.

La HfG di Ulm pubblicò anche una rivista titolata come la scuola (Ulm); questa fu pubblicata trimestralmente dal 1958 fino 1968 (anno della chiusura dell’istituto) con un totale di 14 uscite e 21 numeri (alcune uscite furono doppie o triple).

La Hochschule für Gestaltung di Ulm

Lo studio CNPT

1956
Lo studio CNPT

Lo studio CNPT, tra il 1956 e il 1965, riunì quattro tra le più interessanti personalità della grafica italiana del dopoguerra: Giulio Confalonieri (1926-2008), Ilio Negri (1926-1974), Michele Provinciali (1923-2009) e Pino Tovaglia (1923-1977).
1958-1965
Neue Grafik

In Svizzera le regole di Tschichold, espresse nel suo saggio “die neue Typographie” (1928), trovarono il loro sviluppo naturale in una grafica razionale e oggettiva. I progettisti che meglio la espressero (tra i molti: Karl GerstnerJosef Müller-BrockmannCarlo VivarelliHans Neuburg) furono attivi in modo particolare tra gli anni ’50 e ’80 dello scorso secolo. La diffusione a livello internazionale di questo modo di progettare fu merito soprattutto della rivista Neue Grafik, fondata da Müller-BrockmannVivarelliNeuburg Lohse, che venne pubblicata dal 1958 al 1965.

Neue Grafik

Pop art

Richard Hamilton, Andy Wahrol, Roy Lichtenstein, Mimmo Rotella, Evelyne Axell (…)

1956
Just what is it that makes today’s homes so different, so appealing?

Just what is it that makes today’s homes so different, so appealing? è un’opera del pittore inglese Richard Hamilton, realizzata nel 1956 e che viene citata fra le testimonianze più rappresentative della Pop art.

La Pop art è un movimento artistico nato in Gran Bretagna e poi sviluppatosi negli Stati Uniti tra la seconda metà degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60. Questa forma artistica si pose in netta contrapposizione con l’eccessivo intellettualismo dell’Espressionismo astratto, rivolgendo la propria attenzione oggetti, miti e linguaggi della società dei consumi.
1964
I Giochi Olimpici di Tokyo

Le Olimpiadi del 1964 espressero appieno la volontà del Giappone post-bellico di dare l’immagine di un paese rinato e moderno, in grado di confrontarsi con gli standard internazionali. L’approccio geometrico e razionale della grafica e l’uso della fotografia rappresentavano l’esplicito tentativo di allontanarsi dalle immagini stereotipate associate al Giappone, aprendosi al mondo.

Quella del ’64 a Tokyo fu la prima edizione delle Olimpiadi a fare uso di un’immagine coordinata, sviluppata dal Dezain Kondan-Dai (Design Colloquium), sotto la direzione artistica di Katsumi Masaru. Tra i membri del Colloquium: Yusaku Kamekura,Koto TadashiHara Hiromu.

Le Olimpiadi del 1964

Optical art e grafica

Bridget Riley, Victor Vasarely, Franco Grignani, Enzo Mari, Michele Spera (…)

1965
The Responsive Eye

I caratteri essenziali dell’Optical Art furono definiti nella mostra The Responsive Eye organizzata al MOMA di New York nel 1965. La Op Art fu incline a studiare soprattutto gli effetti del colore sulla percezione visiva e il rapporto tra forma e struttura cromatica.

Il successo ottenuto da Julio Le Parc alla Biennale di Venezia del ‘68 influenzò l’intero progetto di immagine coordinata dei Giochi olimpici di Città del Messico, a cura dell’architetto Eduardo Terrazas e del designer Lance Wyman.
1979
Expo ’70

Expo ’70 fu una fiera mondiale tenutasi a Suita, nella prefettura di Osaka, tra il 15 marzo e il 13 settembre 1970. Il tema era “Progresso e armonia per l’umanità”. Fu la prima fiera mondiale a tenersi in Giappone. I padiglioni vennero progettati dall’architetto Kenzo Tange.

L’Expo di Osaka

Il poster di Kamekura per l’Expo di Osaka è probabilmente uno dei suoi lavori migliori. Il manifesto unisce le teorie e l’estetica del Bauhaus e del Costruttivismo russo con le tradizioni giapponesi. La semplice geometria del fiore di ciliegio (sakura) nel mezzo è facilmente riconoscibile, soprattutto perché accostata alla vivida gamma di colori. La tipografia passa quasi in secondo piano rispetto al visual: una tendenza comune alla maggior parte delle opere di Kamekura.

La condizione postmoderna

1979
Il Postmoderno

Nel suo testo, Lyotard identifica la condizione culturale postmoderna. Essa si caratterizza soprattutto per una disincantata rilettura della storia, per l’abbandono dei grandi progetti elaborati a partire dall’Illuminismo e fatti propri dalla modernità, dando luogo, sul versante creativo, più che a un nuovo stile, a una sorta di estetica della citazione e del riuso, ironico e spregiudicato, del repertorio di forme del passato, in cui è abolita ogni residua distinzione tra i prodotti “alti” della cultura e quelli della cultura di massa.