Linea temporale

Questa linea temporale è ovviamente una “forzatura” e una semplificazione. Il suo scopo è rappresentare graficamente e in modo sintetico i principali protagonisti e avvenimenti della storia della grafica, a partire dalla nascita della fotografia e dei primi poster cromolitografici. Come per gli articoli, anche la timeline sarà in costante aggiornamento.

Prima eliografia di Niépce

J. N. Niépce, Daguerre, Nadar, E. Muybridge, T. Eakins, A. Stieglitz, E. Steichen, L. Hine, E. Atget, J. M. Cameron, G. Le Gray (…)

Primi cartellonisti francesi

J. Chéret, H. T. Lautrec, E. Grasset, P. Bonnard

1858
Nascita e sviluppo del manifesto moderno in cromolitografia

Nel 1858 Jules Chéret realizzò il suo primo manifesto importante: il musicista Jacques Offenbach gli commissionò una grafica per la sua operetta Orphée aux Enfers.
Nel 1866 Chéret stampò invece il primo manifesto nella sua nuova stamperia di rue Sainte Marie: La Biche au Bois.
Metà del XIX secolo
Le Arts and Crafts

Le Arts and Crafts furono un movimento artistico per la riforma delle arti applicate, una sorta di reazione di artisti e intellettuali alla produzione industriale, esemplificata dalle merci esposte al Crystal Palace nell’Expo del 1851.
Il movimento ebbe il suo periodo di massimo splendore tra il 1870 e il 1920, soprattutto in Gran Bretagna e negliStati Uniti.

Arts and Crafts

W. Morris, J. Ruskin (…)

Impressionismo

Claude Monet, Edouard Manet, Auguste Renoir, Edgar Degas, Camille Pissarro (…)

1874
Prima mostra Impressionista presso l’Atelier Nadar

Il 15 aprile 1874 un gruppo di giovani pittori organizzò una mostra in proprio, data l’impossibilità di accedere ai Salon ufficiali. Tra gli artisti: Claude Monet, Auguste Renoir, Camille Pissarro, Edgar Degas, Paul Cézanne, Berthe Morisot.
Coetanei, ma profondamente diversi tra loro, furono i massimi esponenti di quella che all’epoca era la nuova nascente corrente artistica dell’Impressionismo. La denominazione fu coniata ironicamente da un giornalista, che prese spunto da un dipinto esposto alla mostra: Impression, soleil levant di Monet.
1886
Ultima mostra del gruppo impressionista

Nel 1886 si tenne l’ottava e ultima esposizione degli impressionisti.
Gli artisti presenti furono 17 tra cui, per la prima volta, Signac e Seurat.

Con il termine “post-impressionismo” si raggruppano diverse tendenze artistiche che svilujpparono e superarono le premesse impressioniste, tra il 1880 e i primi anni del XX secolo.
Fra i vari pittori post-impressionisti: Georges Seurat, Paul Cézanne, Paul Gauguin, Vincent van Gogh, Henri de Toulouse-Lautrec.

Ultima mostra impressionista

Simbolismo

1886
Pubblicazione del Manifesto del Simbolismo

Il manifesto del Simbolismo venne pubblicato il 18 settembre 1886 su Le Figaro, ad opera di Jean Moreas.
L’arte simbolista possiede contenuti molto complessi da decifrare; il suo scopo è superare la pura visività dell’impressionismo in senso spiritualistico (non scientifico, come avveniva invece tra i neo-impressionisti), cercando corrispondenze tra mondo oggettivo e sensazioni soggettive.
~1890-1910
Lo Stile Liberty

L’Art Nouveau, noto in Italia anche come Stile Floreale, Stile Liberty o Arte Nuova, fu un movimento artistico e filosofico che si sviluppò tra la fine dell’800 e il primo decennio del 1900 e che influenzò le arti figurative, l’architettura e le arti applicate.

Art Nouveau e grafica

A. Mucha, A. Bearsdley, W. Bradley, E. Cardinaux, F. Hodler, A. Hohenstein, M. Dudovich, L. Metlicovitz (…)

Secessione Viennese

Gustav Klimt, Koloman Moser, Alfred Roller, Ferdinand Andri (…)

1897
Fondazione della Secessione Viennese

Nel 1896 Gustav Klimt, assieme ad altri 18 artisti, dichiarò la scissione dalla Wiener Künstlerhaus, l’associazione ufficiale degli artisti viennesi e, come passo successivo, la fondazione della Wiener Secession (Secessione Viennese) nel 1897.
1903
Fondazione della Wiener Werkstätte

La Wiener Werkstätte fu una comunità di produzione viennese, legata al mondo del design industriale e della grafica, fondata nel 1903 dall’architetto Josef Hoffmann, dal banchiere Fritz Wärndorfer e da Koloman Moser. Funzionò fino al 1939.

Wiener Werkstätte

Koloman Moser, Josef Hoffmann (…)

Die Brücke (1905-1913)

H. L. Kirchner, H. Heckel, C. Schmidt-Rottluff, F. Bleyl

1905
Fondazione del gruppo espressionista “die Brücke”

“Il Ponte” fu fondato un gruppo di artisti a Dresda il 7 giugno 1905. Il gruppo fu all’origine di un più vasto e localmente diversificato movimento, dell’Espressionismo tedesco. Si fa risalire a questa data l’inizio delle avanguardie storiche.
1905
Fondazione del gruppo dei Fauves

Il movimento espressionista francese ebbe la propria prima collettiva nel 1905. I fauves furono un gruppo di breve durata: il gruppo di artisti lavorò assieme tra il 1905 e il 1908. 

I Fauves

Henri Matisse, André Derain, Maurice de Vlaminck (…)

Futurismo italiano (1909-1938)

Filippo Tommaso Marinetti, Fortunato Depero, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Francesco Cangiullo (…)

1909
Pubblicazione del primo manifesto del Futurismo, pubblicato su Le Figaro il 20 febbraio 1909 ad opera di Filippo Tommaso Marinetti

Il Futurismo fu un avanguardia culturale italiana che influenzò altri movimenti affini, dalla Russia agli USA. I futuristi esplorarono ogni forma di espressione: pittura, scultura, letteratura, teatro, musica, architettura, danza, fotografia, moda, cinema, gastronomia.
1907
Il Cubismo

La parola “cubismo” deriva da una mostra di Georges Braque del 1907. Nella pittura cubista si possono individuare fondamentalmente tre fasi:
Cubismo formativo (1907-1909): semplificazione delle forme e riduzione a puri volumi;
Cubismo analitico (1909-1912): raffigurazione del soggetto guardandolo da diversi punti di vista, anziché da uno solo, come accadeva nella tradizionale visione prospettica;
Cubismo sintetico (1912-1921): semplifica le forme scomposte inserendo piani larghi e colorati.

Cubismo

P. Picasso, G. Braque, J. Grisu, F. Léger

Neue Künstlervereinigung München

Marianne von Werefkin, Alexej von Jawlensky, Adolf Erbslöh, Oscar Wittenstein, Gabriele Münter, Wassily Kandinsky.

1909
Neue Künstlervereinigung München

Nel 1909 si formò a Monaco di Baviera la Neue Künstlervereinigung München (La Nuova associazione degli artisti di Monaco).
Il gruppo si sciolse per contrasti interni nel 1912.
1911
Der blaue Reiter

Der blaue Reiter fu un gruppo di artisti formatosi a Monaco di Baviera nel 1911 e attivo fino al 1914, quando la prima guerra mondiale ne causò la dispersione. Fu il secondo dei due nuclei fondamentali dell’espressionismo tedesco, dopo Die Brücke. Il gruppo non ebbe un vero e proprio manifesto ma pubblicò l’omonimo bollettino che si caratterizzò sin dall’inizio in senso cosmopolita e interdisciplinare.

Der blaue Reiter

Kandinsky, Marc, Münter, Kubin

Suprematismo russo

K. Malevič

1913
Il Suprematismo

Fu un’avanguardia creata dal pittore Kazimir Malevič intorno al 1913. Teorizzata dapprima sul manifesto del 1915 (scritto da Malevič in collaborazione con il poeta Majakovskij), poi nel suo saggio del 1920 Il suprematismo, ovvero il mondo della non rappresentazione.

Il Suprematismo sanciva la libertà dell’artista dai vincoli della rappresentazione realistica proponendo invece un’espressione “suprema”, ossia essenziale, della visione. Secondo Malevič, l’artista moderno non poteva più continuare nella rappresentazione di scene al servizio di Chiesa e Stato ma deve optare per la strada della libertà: un’arte sciolta da ogni finalità pratica, che risponde soltanto all’esigenza della pura sensibilità artistica. “Suprematismo” stava ad indicare appunto la supremazia assoluta della pura sensibilità nelle arti figurative. Il mondo dell’oggettività costituiva un serio elemento di distrazione per l’artista, il quale rischiava di smarrirsi perdendo di vista il vero fine dell’arte.
1913
Il Costruttivismo russo

Le forme geometriche del Suprematismo furono gli strumenti di cui si servirono un gruppo di artisti più votati a lavorare per la società, che credevano nell’abolizione dell’arte intesa in senso borghese e a favore di forme più vicine alla vita reale, come la pubblicità, la tipografia, l’architettura e la produzione industriale.
Il Costruttivismo precedette di poco la rivoluzione del 1917, che rifiutava il culto dell’arte per l’arte a favore di una pratica diretta verso scopi sociali. Il Costruttivismo come forza attiva durò fino a circa il 1934.

Costruttivismo russo

A. Rodchenko, El Lissitzy, G. Klutsis, V. Tatlin

Dada

T. Tzara, K. Schwitter, M. Duchamp, J. Heartfield, N. Werkman, H. Höch

1916
Fondazione del gruppo Dada

Il Dadaismo (o Dada) fu un gruppo d’avanguardia nato a Zurigo nel 1916. Nel 1918 venne pubblicato il Manifesto Dada ad opera di Tristan Tzara.
1918
Pubblicazione del Manifesto di De Stijl

De Stijl, anche conosciuto con il nome di Neoplasticismo, fu un movimento artistico fondato nei Paesi Bassi nel 1917.
Il termine “neoplasticismo” comparve per la prima volta nell’ottobre del 1917 con la pubblicazione del primo numero della rivista De Stijl, fondata da Theo van Doesburg.
Il nome venne utilizzato da Piet Mondrian e Theo van Doesburg nella pubblicazione del manifesto del gruppo (1918) per descrivere la loro forma d’arte: astratta, essenziale e geometrica.

De Stijl e il Neoplasticismo olandese

P. Mondrian, T. Van Doesburg, P. Zwart, V. Huszar

Bauhaus (1919-1933)

Walter Gropius, Lyonel Feiniger, Johannes Itten, Josef Albers, Laszlo Moholy Nagy, Herbert Bayer, Joost Schmid, Wassily Kandinsky, Paul Klee, Marcel Breuer, Marianne Brandt, Gunta Stoltz (…)

1919-1933
Staatliches Bauhaus

Il Bauhaus fu una scuola di arte, grafica e design che operò in Germania dal 1919 al 1933, nel contesto storico-culturale della Repubblica di Weimar. Ebbe sede a Weimar dal 1919 al 1925, a Dessau dal 1926 al 1931, e a Berlino dal 1931 al 1933.
1924
Manifesto del Surrealismo

Il Surrealismo è un movimento artistico e letterario d’avanguardia, nato negli anni ’20 a Parigi come evoluzione del Dadaismo. Coinvolse tutte le arti, comprese la letteratura e il cinema. Nel 1924 fu pubblicato il primo manifesto del movimento, scritto da André Bréton.

Surrealismo

A. Bréton, J. Mirò, S. Dalì, A. Masson, M. Ernst, Y. Tanguy, R. Magritte

Stile Déco

Cassandre, Sépo, J. Carlu, R. Bereny, E. Benito

1925
Lo stile Déco e l’Exposition internationale des Arts décoratifs et industriels modernes

L’Esposizione internazionale di arti decorative e industriali moderne fu un’esposizione universale che si tenne a Parigi nel 1925. Venne ideata nel 1907 e progettata nel 1913, ma rinviata a causa della prima guerra mondiale.
Dall’esposizione derivò il nome dello stile Art déco, che interessò le arti decorative, le arti visive, l’architettura e la moda tra il 1920 e il 1930 circa.
1925
Die Neue Sachlichkeit (La Nuova Oggettività)

La Nuova oggettività (in tedesco Neue Sachlichkeit) fu un movimento artistico nato in Germania alla fine della prima guerra mondiale che coinvolse principalmente la grafica.
L’anno più importante per il movimento fu probabilmente il 1925, quando si tenne l’omonima mostra d’arte a Mannheim.

Die Neue Sachlichkeit (La Nuova Oggettività)

N. Stoecklin, H. Leupin, D. Brun, L. Bernhard

Die neue Typographie

J. Tschichold, P. Zwart, P. Schuitema

1928
Pubblicazione del saggio Die neue Typographie

Prendendo spunto dal Costruttivismo russo e dagli insegnamenti del Bauhaus, Jan Tschichold (1902-1974) codificò le caratteristiche di una grafica “moderna” nel suo saggio Die Neue Typographie (1928), distribuito in tutta Europa e che divenne libro di testo al Bauhaus di Dessau.
1933
Fondazione dello Studio Boggeri

La nascita della grafica moderna italiana si deve fondamentalmente ad Antonio Boggeri, che nel 1933 aprì a Milano lo studio omonimo.

Studio Boggeri (1933-1981)

A. Boggeri, M. Huber, A. Steiner, X. Schawinsky, E. Carboni, F. Grignani

Campo Grafico

1933
Campo Grafico

Campo Grafico (1933-1939) fu una rivista milanese dedicata alla tecnica e all’arte grafica.

Harry Beck

Harry Charles Beck (1902-1974) fu un disegnatore tecnico inglese, famoso per la creazione della prima mappa schematica della metropolitana di Londra, già nel 1931 (la versione approvata risale al 1933).

Harper’s Bazaar e Alexey Brodovitch

1934
Alexey Brodovitch, art director di Harper’s Bazaar

Oltre a Mehemed Fehmy Agha, un altro art director che rivoluzionò le regole grafiche della moderna editoria fu il russo Alexey Brodovitch. Già durante il periodo parigino, il lavoro di Brodovitch non passò inosservato: il fotografo Ralph Steiner, che lavorava per Harper’s Bazaar, ne riconobbe il grande talento e lo presentò alla redattrice capo Carmel Snow, che gli offrì un posto di lavoro. Brodovitch lavorò per la rivista dal 1934 al 1958, creando un insieme armonioso nelle sue pagine, dove l’uso vanguardistico di fotografia, tipografia e illustrazione si integravano perfettamente. 
1929-1939
Il sistema Isotype

Il sistema Isotype (International System of Typographic Picture Education) è un sistema basato su pittogrammi, progettato dall’insegnante e filosofo austriaco Otto Neurath e dall’illustratore Gerd Arntz per comunicare le informazioni in modo semplice e visuale, senza l’utilizzo (o con un uso limitato) della lingua scritta e parlata.

il grafico Gert Arntz tradusse le teorie di Neurath in un sistema di segni grafici semplice ed efficace; sotto la sua direzione vennero realizzate numerose pubblicazioni statistiche e mostre divulgative tra il 1929 e il 1939.

Il sistema Isotype

New Bauhaus

Laszlo Moholy-Nagy, György Kepes, Nathan Lerner, Hin Bredendieck, Arthur Siegel, Marianne Willisch (…)

1937
New Bauhaus: American School of Design

Nel 1937 – su iniziativa dell’Association of Arts and Industries – fu aperta a Chicago la New Bauhaus: American School of Design. Laszlo Moholy-Nagy fu chiamato a dirigerla e iniziò ad attuare il programma del Bauhaus come lo aveva pensato Gropius.
La scuola chiuse già nel giugno del 1938, in seguito alle agitazione studentesche e alle difficoltà finanziarie. Nel mese di febbraio del 1939 fu riaperta col nome di School of Design.
1946
Informale e Espressionismo astratto

Il termine “Espressionismo astratto” si deve allo storico Alfred Hamilton Barr che lo coniò nel 1929 a commento di un quadro di Wassily Kandinsky. Il termine fu ripreso in seguito dal critico Robert Coates nel 1946, ed applicato all’arte americana di quel periodo.
Questa corrente artistica prende il suo nome dalla combinazione dell’intensità emotiva ed espressiva, tipica degli espressionisti, con l’estetica anti-figurativa dei pittori astratti.

Informale e Espressionismo astratto

La Polaroid

1948
La prima macchina fotografica istantanea

La storia della Polaroid iniziò nel 1937 quando il fisico Edwin Herbert Land (1909-1991) fondò la Polaroid Corporation.
La Polaroid 95 (1948) fu la prima macchina fotografica istantanea della storia, capace di produrre col solo scatto le fotografie al suo interno. La “stampa” istantanea della foto era possibile grazie a un particolare involucro contenente la soluzione chimica che al momento dello scatto si rompeva permettendo alla stessa di applicarsi alla pellicola nel passaggio passava attraverso i cilindri.
 Nel 1963 venne inventata la prima pellicola a colori, la Polacolor. Fu progettato inoltre un nuovo modello di macchina fotografica, la Polaroid Swinger, destinata a un pubblico giovane.
1948
Il MAC

Il Movimento per l’arte concreta, o MAC, fu un movimento artistico fondato a Milano nel 1948 da Atanasio Soldati, Gillo Dorfles, Bruno Munari, Gianni Monnet, Augusto Garau, Ettore Sottsass, con il fine di dare impulso all’arte non figurativa, in particolare a un astrattismo libero da ogni imitazione e riferimento con il mondo esterno, di orientamento prevalentemente geometrico.
Il MAC esordì con una mostra collettiva alla Libreria Salto di Milano nel dicembre 1948

Movimento Arte Concreta

1954

1954
The Push Pin Studios

The Push Pin Studios fu fondato nel 1954 da Seymour Chwast, Milton Glaser ed Edward Sorel (Reynold Ruffins si unò in seguito al gruppo). 
Si trattò di una forza rivoluzionaria nel campo del disegno grafico, iniziata quando i quattro membri si erano incontrati come studenti alla Cooper Union di New York. 

Nel 1957 comparve il Push Pin Monthly Graphic. Inaugurato inizialmente come una pubblicazione da inviare a clienti e amici,la rivista fornì un supporto per membri e collaboratori dello studio, inclusi i designer Paul Davis, Jim McMullan e John Alcorn, tra i molti. 
Il loro lavoro rifiutava la tradizione a favore di una fresca reinterpretazione degli stili storici (avanguardie, vittoriano, art nouveau, art déco), fornendo un nuovo contrappunto sia alla rigidità paralizzante dello Stile Internazionale, sia al realismo sentimentale dell’illustrazione commerciale.
Il Push Pin Graphic cessò la pubblicazione nel 1980, a causa dell’aumento dei costi di produzione, ponendo fine a 23 anni e 86 numeri. 
1954
Pierre Faucheux
e il Club des libraires de France

Dal 1954 al 1964, Faucheux fu direttore artistico del Club des libraires de France (il club fu fondato da Bernard Gheerbrant e da Faucheux stesso). Ogni lavoro veniva letto attentamente prima di essere interpretato nello stile che meglio lo poteva esprimere.

Faucheux si era unito al Club Français du Livre nel 1946, rompendo con le consuetudini editoriali. Consapevole delle risorse dell’espressività tipografica, Faucheux uscì dai tradizionali canoni di impaginazione, esplorando le possibilità di una tipografia più variegata, guardando soprattutto alle avanguardie storiche.

Club des libraires de France

La Hochschule für Gestaltung di Ulm

1955
La scuola di Ulm e la rivista Ulm

La scuola di Ulm (Hochschule für Gestaltung) fu una scuola di progettazione grafica e di industrial design che nel secondo dopoguerra raccolse l’eredità delle scuole tedesche (Bauhaus) e sovietiche (Vchutemas) nate negli anni venti, con l’esigenza di dare un carattere scientifico e accademico alla professione di progettista.

La scuola fu fondata nel 1955 da Inge Aicher-Scholl (sorella di Sophie Scholl e Hans Scholl), il marito Otl Aicher e Max Bill grazie a sovvenzioni statunitensi, funzionando fino al 1968.

La HfG di Ulm pubblicò anche una rivista titolata come la scuola (Ulm). Questa fu pubblicata trimestralmente dal 1958 fino 1968 (anno della chiusura dell’istituto) con un totale di 14 uscite e 21 numeri (alcune uscite furono doppie o triple).
1956
Lo studio CNPT

Lo studio CNPT, tra il 1956 e il 1965, riunì quattro tra le più interessanti personalità della grafica italiana del dopoguerra: Giulio Confalonieri (1926-2008), Ilio Negri (1926-1974), Michele Provinciali (1923-2009) e Pino Tovaglia (1923-1977).

Lo studio CNPT

Neue Grafik

1958-1965
Neue Grafik

In Svizzera le regole di Tschichold, espresse nel suo saggio “die neue Typographie” (1928), trovarono il loro sviluppo naturale in una grafica razionale e oggettiva. I progettisti che meglio la espressero (tra i molti: Karl GerstnerJosef Müller-BrockmannCarlo VivarelliHans Neuburg) furono attivi in modo particolare tra gli anni ’50 e ’80 dello scorso secolo. La diffusione a livello internazionale di questo modo di progettare fu merito soprattutto della rivista Neue Grafik, fondata da Müller-BrockmannVivarelliNeuburg Lohse, che venne pubblicata dal 1958 al 1965.
1956
Just what is it that makes today’s homes so different, so appealing?

Just what is it that makes today’s homes so different, so appealing? è un’opera del pittore inglese Richard Hamilton, realizzata nel 1956 e che viene citata fra le testimonianze più rappresentative della Pop art.

La Pop art è un movimento artistico nato in Gran Bretagna e poi sviluppatosi negli Stati Uniti tra la seconda metà degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60. Questa forma artistica si pose in netta contrapposizione con l’eccessivo intellettualismo dell’Espressionismo astratto, rivolgendo la propria attenzione oggetti, miti e linguaggi della società dei consumi.

Pop art

Richard Hamilton, Andy Wahrol, Roy Lichtenstein, Mimmo Rotella, Evelyne Axell (…)

Le Olimpiadi del 1964

1964
I Giochi Olimpici di Tokyo

Le Olimpiadi del 1964 espressero appieno la volontà del Giappone post-bellico di dare l’immagine di un paese rinato e moderno, in grado di confrontarsi con gli standard internazionali. L’approccio geometrico e razionale della grafica e l’uso della fotografia rappresentavano l’esplicito tentativo di allontanarsi dalle immagini stereotipate associate al Giappone, aprendosi al mondo.

Quella del ’64 a Tokyo fu la prima edizione delle Olimpiadi a fare uso di un’immagine coordinata, sviluppata dal Dezain Kondan-Dai (Design Colloquium), sotto la direzione artistica di Katsumi Masaru. Tra i membri del Colloquium: Yusaku Kamekura,Koto TadashiHara Hiromu.
1964

Il poster Campari per la Metro di Milano

Il cartellone disegnato da Bruno Munari per Campari è strettamente legato all’apertura della metropolitana M1 a Milano, nel mese di novembre del 1964. Si trattava infatti di un manifesto che consentiva una buona visione della grafica anche in movimento e che poteva essere facilmente modulabile, perché non perdeva forza anche se intravisto parzialmente o se lo si guardava dai vagoni della metropolitana. L’idea forte alla base del progetto era il montaggio potenzialmente infinito, come se si trattasse di una carta da parati, modulabile senza interruzione.
Sullo sfondo rosso spiccano le icone grafiche dei loghi dei vari prodotti Campari, scomposti e ricomposti. Così facendo Munari evidenziava l’elemento di continuità del marchio, ripercorrendo la lunga e prestigiosa storia dell’azienda con il confronto del lettering.

Il poster Campari di Bruno Munari

Optical art e grafica

Bridget Riley, Victor Vasarely, Franco Grignani, Enzo Mari, Michele Spera (…)

1965
The Responsive Eye

I caratteri essenziali dell’Optical Art furono definiti nella mostra The Responsive Eye organizzata al MOMA di New York nel 1965. La Op Art fu incline a studiare soprattutto gli effetti del colore sulla percezione visiva e il rapporto tra forma e struttura cromatica.

Il successo ottenuto da Julio Le Parc alla Biennale di Venezia del ‘68 influenzò l’intero progetto di immagine coordinata dei Giochi olimpici di Città del Messico, a cura dell’architetto Eduardo Terrazas e del designer Lance Wyman.
1968
Atelier Populaire

Atelier Populaire si sviluppò in seno all’École des Beaux Arts di Parigi, dove anche alcuni membri della facoltà erano tra gli scioperanti durante le contestazioni del Sessantotto. Gli studenti occuparono i laboratori di stampa il 14 Maggio 1968 e utilizzarono le macchine per i proprio scopi, stampando i primi manifesti. 

La grafica di Atelier Populaire

La XIV Triennale di Milano

1968

XIV Triennale di Milano — 1968
Il grande numero


Passata alla storia come “la Triennale durata un giorno”, l’edizione del 1968 fu occupata il giorno stesso dell’inaugurazione. A causa dei danni subiti dagli allestimenti, la riapertura al pubblico e alla stampa venne consentita solo dopo una parziale ricostruzione. Dedicata al tema del grande numero, la XIV Triennale voleva riflettere sulle problematiche legate all’industrializzazione e ai cambiamenti causati dall’incremento quantitativo. Il tema prescelto coinvolgeva i rappresentanti internazionali di diverse ricerche progettuali tra cui Archigram, Arata Isozaki e un giovane Renzo Piano, legati dall’obiettivo comune di realizzare diverse tipologie di ambiente urbano adatte ad accogliere la nascente società del grande numero.

Il poster fu disegnato da Albe Steiner.
1969

Fondazione dello studio K2

Seitaro Kuroda nacque ad Osaka nel 1939 e fondò lo studio K2 con Keisuke Nagatomo nel 1969, dove lavorò come illustratore e grafico. Nel 1992 Kuroda aprì il suo studio a New York occupandosi soprattutto di pittura.

Studio K2

L’Expo di Osaka

1970
Expo ’70

Expo ’70 fu una fiera mondiale tenutasi a Suita, nella prefettura di Osaka, tra il 15 marzo e il 13 settembre 1970. Il tema era “Progresso e armonia per l’umanità”. Fu la prima fiera mondiale a tenersi in Giappone. I padiglioni vennero progettati dall’architetto Kenzo Tange.
Il poster di Kamekura per l’Expo di Osaka è probabilmente uno dei suoi lavori migliori. Il manifesto unisce le teorie e l’estetica del Bauhaus e del Costruttivismo russo con le tradizioni giapponesi. La semplice geometria del fiore di ciliegio (sakura) nel mezzo è facilmente riconoscibile, soprattutto perché accostata a una vivida gamma di colori. La tipografia passa quasi in secondo piano rispetto al visual: una tendenza comune alla maggior parte delle opere del grafico giapponese.
1979
Il Postmoderno

Nel suo testo, Lyotard identifica la condizione culturale postmoderna. Essa si caratterizza soprattutto per una disincantata rilettura della storia, per l’abbandono dei grandi progetti elaborati a partire dall’Illuminismo e fatti propri dalla modernità, dando luogo, sul versante creativo, più che a un nuovo stile, a una sorta di estetica della citazione e del riuso, ironico e spregiudicato, del repertorio di forme del passato, in cui è abolita ogni residua distinzione tra i prodotti “alti” della cultura e quelli della cultura di massa.

La condizione postmoderna

The Face

1981
Neville Brody e The Face

The Face è stato un mensile britannico che trattava di musica, moda e cultura, uscito per la prima volta nel mese di maggio del 1980 grazie all’iniziativa del giornalista e editor inglese Nick Logan. Nel 1981 l’inglese Neville Brody divenne art director della rivista.
1984
Emigre

Nel 1984 Zuzana Licko e Rudy Vanderlans, immigrati europei in California, fondarono la rivista Emigre. Inizialmente il magazine ospitava contributi artistici e letterari ed era realizzata con mezzi estremamente poveri. Gradualmente i temi di Emigre si spostarono sempre più sulla tipografia e sul graphic design in generale.
L’ultimo numero del magazine fu il n. 69, stampato nel 2005.

Il magazine Emigre

Neville Brody e Fuse

1991
Il magazine Fuse

Nel 1991 Neville Brody fondò la rivista di sperimentazione tipografica Fuse, per la quale progettò nuovi caratteri sperimentali, sfruttando le possibilità offerte dai mezzi digitali.
1991

La rivista Colors: a magazine about the rest of the world

Nel 1991 il fotografo Oliviero Toscani fu incaricato dall’azienda Benetton di creare una nuova rivista associata al famoso brand. Toscani contattò quindi Tibor Kalman, che con il suo studio M&Co a New York si era fatto conoscere per un disegno grafico irriverente, appassionato, apparentemente ignaro delle regole.

Colors by Benetton