Il graphic design svizzero dal 1990 ad oggi

Negli ultimi quattro decenni le nuove generazioni di graphic designer svizzeri hanno approfondito l’impatto, l’essenza e la diversità della progettazione grafica, interfacciandosi con la tipografia, la grafica vettoriale, la fotografia, il design di interni e il web design. Questi nuovi professionisti hanno condotto la grafica elvetica su un piano sperimentale, giocoso e divertente, pur mantenendo spesso (ma non sempre) il tipico approccio minimalista e preciso che ha dato al graphic design svizzero il suo “marchio” universalmente riconosciuto.

Ralph Schraivogel è nato a Lucerna nel 1960 ed è uno dei più noti cartellonisti svizzeri contemporanei. Ha studiato a Zurigo presso la Schule für Gestaltung, facendosi conoscere già dai primi anni ’90 con alcuni manifesti sperimentali che univano il classico lavoro manuale con i moderni metodi di progettazione a computer.
Le texture complesse e il suo uso particolare della fotografia rendono il suo lavoro ben riconoscibile, oltre alla forza interpretativa e ai contenuti essenziali. Il lavoro di Schraivogel è stato esposto in diverse città, tra cui Tokyo, Parigi, New York e Varsavia, vincendo numerosi premi.

Bruno Monguzzi (1941) è nato a Mendrisio ed è stato uno dei più importanti progettisti grafici svizzeri. Si trasferì presto con la famiglia a Ginevra dove frequentò il corso di grafica all’Ecole des Arts Décoratifs. All’inizio degli anni sessanta frequentò a Londra i corsi di Gestalt, tipografica e fotografia alla Martin’s School of Art (oggi Central Saint Martins) e al London College of Printing (oggi London College of Communication). Iniziò a collaborare quindi con lo studio di Dennis Bailey (1931-2016), sempre a Londra, e poi con lo Studio Boggeri a Milano.
Nel 1965 progettò nove padiglioni per Expo67 con Charles Gagnon e James Volkus a Montreal. Dall’inizio degli anni settanta ha lavorato come grafico indipendente dal suo atelier di Meride, in Canton Ticino, realizzando progetti per varie istituzioni, tra cui ricordiamo: l’identità visiva del Musée d’Orsay di Parigi (realizzata in collaborazione con Jean Widmer), l’esposizione Majakowskij Mejerchold Stanislavskij al Castello Sforzesco di Milano, nonché i molti manifesti per il Cinema Teatro di Chiasso e il Museo Cantonale d’Arte a Lugano (1987-2004).

Martin Woodtli è nato nel 1971 a Berna e si è formato come grafico nella stessa città. Studiò inizialmente alla Schule für Gestaltung, dove cominciò una formazione come ceramista, per poi passare a quella di grafico. In seguito Woodtli si spostò a Zurigo, alla Hochschule für Gestaltung und Kunst (HGKZ) dove terminò di studiare nel 1998.
Fece pratica come stagista a New York, sia presso lo studio di David Carson sia con Stefan Sagmeister, per tornare nel 1999 a Zurigo e aprire uno studio proprio. Dal 2001 insegna alla Hochschule für Gestaltung und Kunst di Lucerna ed è docente ospite presso diverse istituzioni in Svizzera e all’estero. Nel concorso per il restyling della nuova serie di banconote svizzere (2005) gli fu assegnato il secondo premio.

Lo Stile svizzero tradizionale è stato negli ultimi decenni “superato” da molti giovani grafici come Woodtli. In particolare gli elaborati grafici di quest’ultimo presentano strutture tipografiche complesse, dense e stratificate, spesso con l’inserto di grafica vettoriale, uso di forme 3D e colori sgargianti, a volte con l’inclusione di elementi fotografici.

Stefan Sagmeister, riferendosi a Woodtli, ha affermato che “la sua competenza nei vari programmi è tale che schizza con la tastiera tanto rapidamente e senza inibizioni come con carta e matita.” Woodtli è stato descritto come in grado di “pensare con una tastiera” e le sue abilità con i programmi di grafica risultano evidenti guardando il suo lavoro.

Lo studio Norm è un team di progettazione grafica sperimentale di Zurigo, meglio conosciuto per i lavori tipografici, co-fondato da due graphic designer svizzeri: Dimitri Bruni e Manuel Krebs. Uno dei loro progetti più conosciuti è sicuramente il disegno del carattere utilizzato per la C/I dell’Aeroporto di Colonia. Il loro approccio alla tipografia è noto per essere molto severo e rigoroso. Alcuni dei caratteri da loro progettati sono il Simple, il Normetica e il Replica. Fanno anche parte della fonderia di caratteri lineto.

Nel 2005 hanno iniziato a lavorare sul font Purple e su un carattere tipografico aziendale per i produttori di orologi Omega in collaborazione con Aurèle Sack. Nello stesso anno Ludovic Varone (1977) è entrato a far parte dello studio NORM. Il loro secondo font Replica è stato pubblicato nel 2008. Durante la progettazione di tutta una serie di pubblicazioni per artisti come Andro Wekua, Shirana Shahbazi, Peter Fischli e David Weiss, NORM ha anche assunto la responsabilità dell’identità aziendale degli orologi Swatch (2010-15) e per la segnaletica del Museo Louvre-Lens progettato dallo studio SANAA (2010-2012). Nel 2011, hanno ricevuto il Grand Prix svizzero per il design.

Il grigionese Stephan Bundi è nato nel 1950 a Trun e oggi vive e lavora a Boll vicino a Berna. Dopo la laurea in graphic design, ha studiato illustrazione presso l’Accademia di Arte e Design di Stoccarda. Lavora come designer e art director per vari produttori cinematografici, organizzatori di concerti, musei, teatri e case editrici, così come anche nel settore dei beni di consumo e di investimento e nella pubblicità. Combina idee non convenzionali con la tradizionale grafica svizzera. Inoltre è docente ed esperto di interpretazione visiva presso diverse università di arte e design in Svizzera e all’estero. Nel 2008 è stato nominato Guest Professor presso l’Arts Institute Nanjing Design College in Cina.

Roger Pfund (1943) è un artista e grafico di nazionalità svizzera e francese, nato a Berna. Pfund vive e lavora a Ginevra dal 1971 dove dirige un atelier di comunicazione visiva. Si è specializzato da molti anni nella creazione e disegno di banconote, sia in Svizzera che all’estero. Vincitore di numerosi premi internazionali e decorato da diverse istituzioni, Pfund ha ricevuto la distinzione di Ufficiale dell’Ordine delle Arti e delle Lettere dalla Repubblica francese nel 2002.

Nel 2003 fu messo in circolazione il nuovo passaporto svizzero, ridisegnato da Pfund. Un gioco grafico con la croce federale, le figure emblematiche di tutti i cantoni e una vasta gamma di colori caratterizzano il nuovo layout. Per tre anni – dal 2000 al 2003 – i professionisti cantonali, le autorità di frontiera e gli utenti dei servizi di documenti d’identità hanno lavorato a stretto contatto con il graphic designer ginevrino per riprogettare il nuovo passaporto svizzero.

Werner Jeker (1944) è un graphic designer, co-fondatore dello studio Les Ateliers du Nord di Losanna, nonché Membro della Alliance Graphique Internationale (AGI). Jeker ha collaborato regolarmente con un importante numero di istituzioni culturali, sociali e commerciali, come il Théâtre Vidy-L, la Fondazione Svizzera per la Fotografia di Zurigo, l’Archivio svizzero di Losanna, la Collection de l’Art Brut, il Musée de l’Elysée, il Museo di Belle Arti di Losanna, il Museo Etnografico di Ginevra (MEG), l’Orchestra da Camera di Ginevra (OCG), la Galleria fotografica FNAC di Parigi, la Cité de la Musique, Magnum Photos a Parigi e la Phaidon Press di Londra. È stato anche direttore artistico per l’evento Weimar ’99 Capitale Europea della Cultura.

Jeker ha ricevuto numerosi premi nazionali e internazionali, tra cui il Premio per l’eccezionale uso della fotografia nella grafica, assegnato dal International Center of Photography di New York nel 1988, e il Primo Premio per una nuova serie di banconote svizzere nel 1989.

È stato docente presso l’ECAL di Losanna dal 1974 al 1984 e presso la Scuola Superiore di Belle Arti di Karlsruhe dal 1995 al 1997. Dal 2003 al 2007 è stato co-responsabile del reparto di comunicazione visiva presso l’Università di Berna.

Paul Brühwiler nacque a Lucerna nel 1939 e ha imparato il mestiere di grafico da Werner Hofman nell’atelier di Werner Küng, sempre a Lucerna. Nel 1960 si trasferì a Parigi per continuare la sua formazione professionale con Albert Hollenstein, presso l’agenzia pubblicitaria Dorland & Grey e lavorando per la casa editrice Condé Nast. Nel 1965 partì per gli USA e trovò lavoro a Los Angeles, prima da Saul Bass e in seguito nello studio di Charles e Ray Eames.

Nel 1973 tornò in Svizzera. Oltre ai lavori per la televisione svizzera e per diversi musei, il suo atelier di Küsnacht realizzò una splendida serie di manifesti per il cinema Filmpodium di Zurigo. Dopo un secondo soggiorno a Los Angeles, dal 1976 al 1978, durante il quale frequentò un corso di cinematografia, rientrò in Svizzera e iniziò quella che è stata una lunga carriera di docente presso la Hochschule für Gestaltung und Kunst di Lucerna. Nel 1984 dette inizio a una svolta che lo vide trasformarsi da grafico commerciale in disegnatore e pittore freelance.

Niklaus Troxler è nato nel 1947 a Willisau nel Canton Lucerna ed è stato docente di presso l’Accademia di Belle Arti di Stoccarda. Ha ricevuto importanti premi per il suo lavoro nel campo del graphic design, essendosi specializzato nella progettazione di poster, corporate design, illustrazioni e murales. Gli stili che Troxler ha utilizzato nei suoi progetti possono essere suddivisi grossolanamente in tre categorie: astratto, tipografico e figurativo.

Le passioni di Troxler sono il jazz e la grafica; difatti oltre che graphic designer, Troxler è anche stato l’organizzatore del Jazz Festival di Willisau, di cui ha disegnato molti dei manifesti, sia per il festival in generale che per gli artisti solisti coinvolti.

Più legato a progetti di macrotipografia, rispetto al disegno di manifesti, è il lavoro di Ruedi Baur (1956) graphic designer franco-svizzero. Baur ha trascorso la sua infanzia in Francia per diventare apprendista presso Michael Baviera, in Svizzera, e poi laurearsi in disegno grafico nel 1979 alla Hochschule für Gestaltung di Zurigo. Dopo aver fondato l’Atelier BBV a Lione nel 1983, Baur ha co-fondato nel 1989 il network interdisciplinare Integral Concepte, dirigendo gli ateliers Integral Ruedi Baur a Parigi, Zurigo e Berlino.
Baur ha svolto la professione di insegnante dal 1987; dal 1989 al 1996 coordinando il dipartimento di design all’École des Beaux Arts di Lione; nel 1995 è stato nominato professore alla Hochschule für Grafik und Buchkunst di Lipsia; nel 2004 ha fondato l’istituto di ricerca Design 2 context alla Zürcher Hochschule der Künste(ZHdK); dal 2011 ha insegnato presso l’Università di Arte e Design di Ginevra. Tra i suoi numerosi progetti si segnalano in particolare: l’identità visiva del Centre Pompidou, la segnaletica e la C/I del Parc de Chambord, della Cité Internationale di Lione e della Cité Internationale Universitaire di Parigi.

A Ruedi Baur fu affidata direttamente da Renzo Piano la segnaletica informativa nel Forum del Centre Pompidou. Ruedi Baur ha scelto un sistema grafico che occupa lo spazio e si impone decisamente, mettendo in discussione perfino la ricettività visiva, e andando contro le soluzioni usuali di una segnaletica minimalista e funzionale in senso stretto. Il risultato è quello di una segnaletica “ingombrante” (parole sue), che riflette la pluralità del centro. Giocando sul tema dell’esplosione e il caos cittadino, la proposta di Baur cerca di riflettere la complessità del mondo dell’arte e della cultura .

Il progetto di Ruedi Baur per la segnaletica e la C/I della Cité Internationale Universitaire di Parigi è stato pensato per esprimere il carattere internazionale del luogo. La tipografia diventa un elemento chiave dell’identità, creando un ponte tra scrittura come linguaggio e scrittura come elemento formale. Il carattere utilizzato come base è il Newut Plain, disegnato da André Baldinger, poi modificato ed ampliato inserendo segni speciali, attinti da scritture provenienti da tutto il mondo. Questi segni – scelti per la loro affinità con alcune lettere latine – sono stati inseriti all’interno di parole e frasi come segni alternativi alle lettere. Per far ciò è stato realizzato un apposito programma per l’inserimento automatico dei segni speciali in sostituzione alle lettere latine; l’intensità dell’inserimento poteva essere calibrata, ottenendo diversi livelli di “ibridazione” dei segni.

Odermatt & Tissi
È uno studio grafico svizzero fondato nel 1968 da Rosemarie Tissi (1937) e Siegfried Odermatt (1926). Rosmarie Tissi è una graphic designer che vive e lavora a Zurigo. Dopo i suoi studi presso la Scuola di Arti Applicate nella stessa città, ha continuato a forgiare una lunga carriera come socia dello studio Odermatt & Tissi. Mantenendo la partnership mentre lavorava nelle sue commissioni, Tissi è diventata una delle più importanti disegnatrici grafiche contemporanee. Dai poster alle banconote, dai libri di testo ai caratteri tipografici, dai loghi alle identità visive complete, il suo lavoro ha abbracciato molti campi del disegno grafico, rimanendo una fonte di ispirazione anche per i graphic designer di oggi. Tissi è anche membro dell’AGI (Alliance Graphique Internationale) e dell’ADC (Art Director’s Club); ha esposto e tenuto conferenze in tutto il mondo.

Sigi Odermatt (1926-2017) è stato un artista grafico autodidatta. Ha lavorato per un breve periodo per come grafico industriale e per diversi anni come freelance per il pittore e grafico Hans Falk, oltre ad assistere il fotografo Werner Bischof. Designer come Max Bill o Max Huber hanno lasciato certamente il segno nel lavoro di Odermatt, che accolse le idee della Bauhaus, dell’arte concreta e della grafica milanese. Sebbene abbia lavorato in studio con l’artista grafica Rosmarie Tissi dal 1968, entrambi continuavano a svolgere i propri incarichi, arrivando comunque a sviluppare un linguaggio visivo comune. Lo stile grafico di Odermatt era caratterizzato da un linguaggio obiettivo, chiaro e spesso rigoroso, concentrandosi sulle informazioni essenziali. Siegfried Odermatt vedeva la grafica come uno strumento di comunicazione e, secondo i canoni della graphic design elvetico, tendeva a limitare i mezzi impiegati a tipografia, fotografia e uso di griglie d’impaginazione. I suoi clienti provenivano quasi sempre dai settori commerciali, dell’industria e della cultura, tra cui il Museo Rietberg, la Kunsthaus di Zurigo, lo Strauhof e il Theater 11.

Erich Brechbühl (Mixer) è un graphic designer che lavora a Lucerna, specializzato nel disegno di poster. Brechbühl è nato nel 1977 a Sursee, nel Canton Lucerna, e già all’età di 13 anni fondò la Mix Pictures, un’organizzazione per la produzione di cortometraggi. Dopo un apprendistato in una tipografia, sempre a Lucerna (1994-1998), divenne apprendista grafico presso lo studio di Niklaus Troxler a Willisau (1998-2002). Successivamente Brechbühl fondò il suo studio di graphic design: Mixer. Nel 2009 fu co-fondatore del Weltformat Graphic Design Festival di Lucerna e nel 2012 iniziò un regolare incontro di scambio per grafici chiamato Show & Tell. Per i suoi poster ha ricevuto numerosi premi internazionali e riconoscimenti, e dal 2007 è membro dell’AGI.

Philippe Apeloig è un graphic designer e tipografo francese nato a Parigi nel 1962. Ha studiato all’Ecole supérieure des arts appliqués Duperré e in seguito all’Ecole nationale supérieure des arts décoratifs. È stato durante due stage intrapresi nel 1983 e nel 1985 – presso lo studio Total Design di Wim Crouwel ad Amsterdam – che Apeloig cominciò a interessarsi alla tipografia. Iniziò la sua carriera come graphic designer nel 1985 al Musée d’Orsay, dove implementò l’identità visiva ideata da Bruno Monguzzi e Jean Widmer, creando anche il poster per la mostra Chicago, naissance d’une métropole. Nel 1988 ottenne una borsa di studio dal Ministère des Affaires e ha iniziato a lavorare a Los Angeles con April Greiman. Tornato dalla California, Apeloig aprì il suo studio a Parigi nel 1989, lavorando anche come Art director per la rivista Le Jardin des Modes.

Prill Vieceli Cremers
È uno studio di graphic design con sede a Zurigo, composto da Alberto Vieceli, Sebastian Cremers e Tania Prill. Tania Prill (1969) è una graphic designer tedesca che vive e lavora a Zurigo. È stata sposata con Hans-Rudolf Lutz fino alla sua morte. Nel 1995 si è laureata presso l’Università di arte e design di Zurigo mentre l’anno successivo ha conseguito il diploma in comunicazione visiva. La Prill ha diretto lo studio zurighese in collaborazione con Alberto Vieceli dal 2001 e è membro dell’AGI. Dal 1997 ha insegnato nelle università di Lucerna, Berna e Zurigo e dal 2010 è docente di Tipografia presso l’Università delle Arti di Brema.

Fonti e approfondimenti