Grapus

Grapus è stato un collettivo di disegnatori grafici che hanno collaborato tra il 1970 e il 1991, cercando di combinare il graphic design con l’attivismo sociale. Raccogliendo per certi versi l’eredità di Atelier Populaire, l’opera di Grapus apparteneva soprattutto agli spazi pubblici e rappresentò una possibile piattaforma di dialogo tra istituzione e cittadini, cultura e politica, estetica e messaggio. Il significato del nome “Grapus” fu spiegato dallo stesso fondatore Pierre Bernard: si trattava di una parola breve, incisiva ed efficace, con un suono dalle sfumature quasi volgari ma allo stesso tempo “istituzionali”, riferendosi anche al giornalista francese Gracchus Babuef (François-Noël Babeuf, 1760-1797). Un’altra interpretazione del nome è che Grapus fosse un gioco di parole derivato dall’espressione “crapules staliniennes” (feccia stalinista), e che si trattasse quindi di esplicitare una fede politica e al contempo provocare.

In generale la comunicazione visiva del collettivo si presentava schietta e audace, consapevole del suo impatto. I membri del gruppo erano bene inseriti nel contesto socioculturale dell’epoca, attenti a ogni forma di sperimentazione e innovazione e – finché durò l’esperienza di Grapus – rimasero fedeli ai loro principi comunisti e idealisti, gestendo i lavori collettivamente.

Dopo il ’68, e le affissioni di protesta che avevano invaso Parigi, il poster era divenuto ormai un elemento utile all’espressione di opinioni, oltre che strumento della comunicazione commerciale. Grapus fu appunto fondato in seguito ai movimenti studenteschi. Per i giovani che costituivano il collettivo, gli stimoli visivi erano molti – grafica sociale, culturale, politica – tuttavia la stampa offset rimaneva un mezzo sostanzialmente poco accessibile (almeno all’inizio) per via dei costi, e quindi la serigrafia (la stampa a uno o a due colori) fu inizialmente la tecnica più gettonata. Il gruppo cercò di avere un impatto sulla società grazie all’azione combinata di arti grafiche e impegno politico. Grapus disprezzava la pubblicità commerciale e tentò di portare la cultura alla politica e la politica alla cultura.

L’influenza della grafica polacca
È difficile immaginare i manifesti di Grapus senza l’influenza della grafica polacca. Il fondatore del collettivo fu Pierre Bernard (1942-2015), che aveva studiato con il cartellonista polacco Henryk Tomaszewski. I primi membri che si unirono al gruppo furono François Miehe e Gérard Paris-Clavel, che si erano incontrati durante le manifestazioni studentesche e si lasciarono influenzare da idee e pratiche dell’Internazionale Situazionista. Alex Jordan e Jean-Paul Bachollet aderirono al gruppo nel 1975.

Fu tra il 1964 e il 1965 che Pierre Bernard e Gérard Paris-Clavel scoprirono la grafica polacca. Bernard venne assunto come stagista da Tomaszewski stesso, il quale insegnò al giovane francese il suo stile grafico, straordinariamente moderno ed energico. Fu anche grazie al disegnatore grafico Michel Quarez (1938) che lo stile polacco divenne in voga in Francia in quel periodo. Le creazioni di Tomaszewski erano decisamente forti nei tratti e nei colori, considerando soprattutto l’epoca in cui furono inizialmente proposte, quando era ancora forte l’influsso del realismo socialista polacco. Pierre Bernard – anche grazie agli insegnamenti del maestro – portò avanti l’idea che il poster fosse prima di tutto un messaggio pubblico. Il manifesto è indiscutibilmente qualcosa aperto a tutti ma che appartiene pur sempre intimamente al suo creatore, costituendo un investimento individuale in un atto di scambio collettivo.

La grafica polacca arrivò in Francia anche grazie alla rivista Poland, oltre a una cerchia crescente di appassionati che portarono diversi manifesti oltre la cortina di ferro. Tra questi, Alain Le Quernec e Michel Bouvet rimasero affascinati dalla creatività polacca, dalla sua mancanza di formalità e dal voler andare oltre le regole precostituite. Anche Le Quernec ebbe l’opportunità di studiare sotto la guida di Tomaszewski, trasformando radicalmente la sua concezione grafica.

Coscienza sociale e impegno politico
I membri di Grapus facevano tutti parte del partito comunista e il collettivo mantenne sempre un esplicito impegno politico, sociale e culturale in quel senso. All’inizio infatti il gruppo rifiutò incarichi proposti da clienti commerciali o enti governativi, preferendo lavori per gruppi teatrali sperimentali, consigli comunali progressisti, lo stesso Partito Comunista, e istituzioni sociali. L’identità di Grapus fu molto forte anche negli anni successivi; persino quando il collettivo arrivò a comprendere 20 persone, che operavano in tre gruppi distinti, i lavori furono firmati semplicemente con “Grapus”. Il collettivo mostrò sempre con orgoglio le sue simpatie marxiste, rimanendo fedele all’immediatezza comunicativa di manifesti affissi in giro per la città, volantini e adesivi per paraurti.

Lo stile
Tra gli elementi grafici ricorrenti si possono notare: l’uso frequente del testo scritto a mano, un ampio vocabolario simbolico (ad esempio la mano, il piede, la luna, il sole) e la convergenza di diversi elementi e tecniche (come il disegno, la pittura, la fotografia, la tipografia).

La tecnica adottata era soprattutto quella del détournement (“deviazione”, “distrazione”), tipica del movimento situazionista, che consisteva nel reindirizzamento di un messaggio attraverso atti di vandalismo visivo. Questa pratica, per essere colta appieno, va letta in analogia con un’altra prassi dei situazionisti: la cosiddetta Deriva situazionista. All’interno di una teoria determinista – per la quale è l’ambiente a modellare l’individuo – la Deriva situazionista si configura come una pratica di liberazione dai dispositivi ambientali percepiti come dispotici. Può anche essere definita come il volontario smarrimento dell’orientamento o come vagare senza meta né scopo. Il senso di questa perdita dell’orientamento – da parte di chi la pratica – è quella di abituare il soggetto a un’apertura mentale verso nuovi aspetti della realtà. Si tratta quindi di un “training sensoriale”, che consente nuove percezioni ed esperienze estetiche attraverso cui i soggetti si riconfigurano. La sperimentazione estetica diviene quindi l’occasione per una trasformazione, anche politica, di individui che si dotano così di una nuova consapevolezza. In maniera analoga a ciò che avviene nello spazio e il tempo attuali – ma operando sul piano culturale o nello spazio e nel tempo virtuale dei riferimenti dotti – il détournement cerca di far deviare chi lo pratica da certi alienanti e dispotici meccanismi culturali, specialmente se legati alla comunicazione di massa, recepiti in forma acritica (come la pubblicità). Il détournement può essere visto come una Deriva che procede, però, da un’idea di critica politica o culturale finendo col modificare oggetti estetici già dati (testi, immagini, suoni, ecc.).
Praticamente si tratterebbe di effettuare delle citazioni ma con delle variazioni che effettuano uno scarto di senso, inserire citazioni fuori contesto, oppure mescolare piani culturali differenti (citazioni dotte con elementi della cultura popolare).

I clienti di Grapus non tendevano a collaborare con il collettivo a lungo. Questo fu uno dei motivi per cui il gruppo aveva problemi finanziari; l’atteggiamento dei membri nei confronti delle istituzioni e della società stimolava alcuni clienti, ma allo stesso tempo era rischioso. I manifesti erano una parte vitale della lotta condivisa da studenti e lavoratori, esprimendo le sue idee chiave nel linguaggio pubblico più diretto disponibile, iscrivendo le strade di Parigi con questi messaggi urgenti e raggiungendo un livello di visibilità e impatto sulla coscienza degli spettatori , in alcune località, normalmente ottenuto solo dalla pubblicità commerciale.

La scissione
Già a partire dal 1978, Grapus ebbe l’opportunità di esporre in importanti mostre a Parigi (Musée de l’Affiche), Amsterdam (Museo Stedelijk) e Montréal (Musée d’art contemporain). Nel 1990, dopo aver ricevuto il Grand Prix national des arts graphiques, il collettivo dovette affrontare un difficile dilemma: ricevette la proposta di progettare l’identità visiva del Museo del Louvre. Bernard era favorevole ad accettare l’incarico, ritenendo che il design per le istituzioni culturali potesse essere uno strumento utile anche al cambiamento sociale. Altri membri, al contrario, desideravano progettare esclusivamente per cause sociali, ritenendo che il Louvre fosse un’istituzione elitaria e che accettare quel lavoro avrebbe compromesso l’integrità del collettivo. Di conseguenza i componenti di Grapus si separarono nel mese di gennaio del 1991. L’opportunità di estendere l’intervento del gruppo anche a grandi commissioni istituzionali e applicare in questo ambito la propria ideologia sociale, costituì la principale causa degli attriti che portarono alla separazione tra il fronte più intransigente del gruppo (soprattutto Gérard Paris-Clavel), e i componenti che erano favorevoli al confronto con l’istituzione pubblica, applicando anche in questo campo i propri metodi di lavoro. In realtà la discussione si era già accesa qualche anno prima (nel 1985) durante la progettazione del logo e l’immagine coordinata per La Villette, ma la vittoria nei concorsi per l’immagine coordinata del Louvre e dei Parchi Nazionali Francesi portò a galla tutte le problematiche ideologiche, determinando lo scioglimento del gruppo.
Le tensioni all’interno del gruppo erano causate non solo dalle differenti opinioni verso il rapporto con le istituzioni. La stessa modalità collaborativa fu certamente motivo di discussione, dato che tutti i componenti potevano intervenire e dire la loro nei vari progetti. Si trattava di una prassi creativa arricchente ma difficile da mantenere negli anni e che contribuì allo slegamento del collettivo. Grapus chiuse i battenti nel 1990, subito aver progettato e gestito la grande mostra francese di manifesti sul bicentenario dei diritti dell’uomo e del cittadino.

Il seguito
Bernard rimase impegnato in una concezione del graphic design visto come potente strumento di impegno sociale. Secondo lui, la diffusione del disegno grafico in spazi pubblici – destinato quindi a soggetti socialmente e / o culturalmente più svantaggiati – costituiva uno dei mezzi più adatti per raggiungere gli obiettivi primari di comunità e giustizia sociale.
In generale tutti i membri del gruppo mantennero i loro principi anche nel loro lavoro successivo. Pierre Bernard, insieme a Dirk Behage e Fokke Draaijer, fondò l’Atelier de Création Graphique (ACG), che accettò il lavoro per il Louvre e progettò l’identità visiva per i parchi nazionali francesi (www.parcsnationaux.fr). L’ACG lavora soprattutto nei campi della grafica editoriale, della pubblicità e della segnaletica, oltre a occuparsi di immagine coordinata. Pierre Bernard è membro dell’Alliance Graphique Internationale dal 1987; ha ricevuto il Premio Erasmus nel 2006 e insegna disegno grafico a Parigi presso l’École nationale supérieure des arts décoratifs (ENSAD).

I lavori dello studio ACG riguardano prevalentemente i settori dell’editoria, la pubblicità e la segnaletica, come pure la creazione di identità visive. Bernard divenne un membro dal 1987 dell‘AGI e insegna progettazione grafica a Parigi presso l’École Nationale Supérieure des Arts Decoratifs (ENSAD).
Gérard Paris-Clavel e Vincent Perrottet aprirono lo studio Les Graphistes Associés e dopo poco tempo, Paris-Clavel fondò il gruppo Ne Pas Plier ( “Non Piegare”), che rompeva con la tradizionale concezione dello studio grafico, rifiutandosi di lavorare per le aziende, e preferendo invece di collaborare con sociologi, operatori sociali, lavoratori, e la pubblica istruzione.

Alex Jordan, Ronit Meirovitz e Anette Lenz – che avevano già collaborato all’interno di Grapus – fondarono nel 1986 lo studio Nous Travaillons Ensemble (“Lavoriamo insieme“). La loro intenzione era quella di continuare l’approccio del collettivo, senza però essere costretti dall’ideologia politica. Dal momento della sua creazione NTE ha lavorato in collaborazione con l’associazione di fotografi Le Bar Floréal, e ha anche collaborato a numerose opere con l’organizzazione multidisciplinare, la Forge. Dalla sua creazione nel 1986, NTE ha lavorato in partnership con l’associazione di fotografi le bar Floréal e ha anche collaborato a numerosi lavori con l’organizzazione multidisciplinare la Forge.

Altri membri di Grapus furono: Michel Bouvet, Thierry Sarfis, Vincent Perrottet, Thomas Hirschhorn e Philippe Apeloig.

Fonti e approfondimenti