La Secessione Viennese e la Wiener Werkstätte

Alla fine del XIX secolo, mentre Parigi era alle prese con “La Belle Epoque”, anche Vienna era divenuta una vera e propria Mecca per i giovani artisti anticonformisti e insoddisfatti dei dettami accademici. Nell’Austria di fine secolo, pittori, pensatori, filosofi, musicisti come Klimt, Freud, Schönberg, Wittgenstein, Loos, tra gli altri, si impegnarono nella creazione del Modernismo viennese.
Nel 1896 Gustav Klimt insieme ad altri 18 artisti – tra cui Josef Hoffmann (designer), Joseph Maria Olbrich (architetto) e Koloman Moser (grafico e pittore) – lasciò la Wiener Künstlerhaus (l’associazione ufficiale degli artisti viennesi), per fondare l’anno successivo la Wiener Secession, (Secessione Viennese). Il gruppo non scrisse un manifesto vero e proprio e non incoraggiò mai un particolare stile; volevano identificarsi come moderni e diversi e volevano che il loro padiglione, progettato da Joseph Maria Olbrich, riflettesse questa modernità e rompesse drasticamente con la rigidità accademica vigente allora a Vienna. Amavano l’artigianato di alta qualità e furono molto influenzati dal movimento inglese delle Arts & Crafts. Il loro motto, scritto all’ingresso dell’edificio, era: Per ogni epoca la sua arte, all’arte la sua libertà.

Gustav Klimt (1862-1918) fu fondatore e presidente del movimento secessionista tra il 1897 e il 1905. Nacque a Baumgarten, nei pressi di Vienna, secondo di sette figli (tre maschi e quattro femmine), da un padre orafo e incisore. Klimt iniziò quindi la sua formazione artistica presso la Scuola di Arti Decorative di Vienna e già all’età di vent’anni aprì un suo studio dedicato alla pittura murale, lavorando con il fratello Ernst e Franz Matsch, un compagno di studi. Lo studio fu un successo e ricevette molte commissioni da teatri, musei e altre istituzioni.
Nel 1888 klimt fu insignito dell’Ordine d’oro al Merito dall’Imperatore Francesco Giuseppe I d’Austria, per i suoi i murali dipinti nel Burgtheater di Vienna. Divenne anche un membro onorario dell’Università di Monaco e dell’Università di Vienna.

Benché divenuto più famoso per i suoi dipinti, Klimt progettò anche diversi manifesti e grafiche per varie riviste. Lavorò in particolare per la rivista della Secessione Ver Sacrum, dove gli artisti pubblicavano le loro opere e diffondevano le proprie idee.
Nel 1905 Klimt lasciò la Secessione di Vienna, dopo vari disaccordi filosofici con Josef Hofmann. Morì cinquantaseienne, nel 1918, a Vienna, dopo aver subito un ictus ed essere stato ammalato di polmonite.

Decisamente prolifico dal punto di vista della produzione grafica, fu il viennese Koloman (Kolo) Moser, che morì lo stesso anno di Klimt.
Studiò alla Wiener Akademie e alla Scuola d’arte applicata, dove insegnò anche dal 1899. Moser trascorse la sua infanzia intorno ai laboratori della scuola dove lavorava il padre, imparando le pricipali tecniche per realizzare disegni di moda, illustrazioni di libri, ceramiche, mobili, gioielli, tessuti, e tutti gli aspetti legati all’interior design. Assieme a Joseph Maria Olbrich, Alfred Roller, Joseph Hoffmann e Gustav Klimt (tra gli altri), fu tra i fondatori della Secessione di Vienna.

Dallo stile eclettico, Moser spaziava dal tipico decorativismo Liberty a un più rigoroso gusto geometrico, che diventò uno dei tratti più caratteristici dello stile secessionista viennese.
Nel 1903 – insieme al suo amico e collega Josef Hoffmann e un banchiere collezionista d’arte di nome Fritz Waerndorfer – Moser fondò la Wiener Werkstätte, i cui laboratori dettarono tendenze che si estesero ben oltre i confini di Vienna. Questa innovativa comunità di produzione viennese, legata soprattutto alla progettazione di oggetti e mobilio, collaborò alla nascita del protorazionalismo, proponendo oggetti dalle forme più funzionali e associando l’artigiano all’economia, ispirandosi al movimento inglese delle Arts and Crafts. 

Come insegnante, artista e artigiano, Moser ebbe un’enorme influenza sui gusti del suo tempo, e il suo talento spaziava dal disegno di vetrate alla progettazione di scenografie e francobolli.

Co-fondatore e membro attivo della Secessione, Alfred Roller nacque a Brno, in Moravia. Inizialmente studiò pittura all’Accademia di Belle Arti di Vienna sotto la guida di Christian Griepenkerl e Eduard Peithner von Lichtenfels, ma si distaccò presto dal tradizionlismo accademico. Divenne professore di disegno presso l’Università delle arti applicate di Vienna nel 1899 e fu presidente della Secessione nel 1902.

All’inizio della sua carriera Roller fu molto attivo come disegnatore grafico, progettando numerose copertine e vignette per le pagine del periodico secessionista Ver Sacrum. Progettò inoltre i manifesti per la quarta, quattordicesima e sedicesima mostra della Secessione, curando anche l’allestimento delle stesse esposizioni.

Figlio di un doratore, Ferdinand Andri (1871-1956) si formò inizialmente come intagliatore poi studiò tra il 1887 e il 1891 a Vienna presso l’Accademia di J. Berger e Lichtenfels. Non restando molto soddisfatto dell’istruzione ricevuta, decise di frequentare il liceo artistico a Karlsruhe e viaggiò molto in Italia, Francia, Inghilterra e Nord America. Dal 1899 al 1909 Andri fu membro della Secessione di Vienna e tra il 1905 e 1906 ne fu presidente. Durante questo periodo, come altri membri del gruppo, lavorò per la rivista Ver Sacrum e, quando nel 1912 si unì al Werkbund tedesco, era già un noto paesaggista e ritrattista.

La Wiener Werkstätte
Nel 1903 Koloman Moser e Joseph Hoffmann fondarono la Wiener Werkstätte (WW), laboratorio per la produzione artigianale soprattutto di oggetti di arredamento, che riprendeva l’idea delle Arts and Crafts di William Morris. Tutta la produzione del laboratorio era improntata all’idea di rinnovare l’intera sfera della vita umana (Gesamtkunstwerk).
La WW fu dotata di una coerente e moderna immagine grafica: ogni oggetto prodotto riportava i simboli della WW (il monogramma e la rosa) oltre alle iniziali di chi l’aveva progettato e di chi lo aveva realizzato.
Tra i principali artefici della WW, vi fu certamente il fondatore Josef Hoffmann (1870-1956). Hoffmann nacque a Brtnice in Moravia (ora parte della Repubblica Ceca) e nel 1887 entrò nella Scuola Superiore dei Mestieri a Brno, successivamente studiò presso l’Accademia di Belle Arti di Vienna. Due anni dopo aver partecipato alla fondazione della Secessione di Vienna divenne docente presso l’Università di Arti Applicate nella stessa città. Fu un talentuoso designer industriale e si occupò di architettura, mobili, utensili, abbigliamento, oltre a disegnare poster e decorazione per tessuti e carta da parati.  

Lo stile decorativo di Hoffmann passò attraverso una serie di trasformazioni nel corso dei decenni passatti alla Werkstatte: dalla rigorosa geometria ai fiori organici. Anche se si potrebbe dire che gran parte del suo lavoro si basava sull’ispirazione al mondo naturale – con l’accento sui motivi floreali e il fogliame – questi furono spesso accostati anche a motivi più geometrici o a decorazioni naturalistiche più semplificate. Hoffmann sviluppò un suo stile raffinato e geometrico, utilizzandolo sia nel disegno di mobili e tappeti, sia nelle lampade e nelle forme architettoniche.
Anche Berthold Löffler (1874-1960) era originario dell’attuale Repubblica Ceca. Nacque infatti a Růžodol e fu soprattutto un disegnatore grafico, anche se la sua produzione artistica era eterogenea, spaziando dai disegni per ceramiche a quelli per gioielli. A sedici anni Löffler entrò alla Kunstgewerbeschule di Vienna per studiare arte sotto Koloman Moser. Dopo la laurea, nel 1900, lavorò come pittore e illustratore freelance mentre nel 1907 accettò una cattedra presso la sua vecchia scuola, dove insegnò fino al 1935.
Nel 1906, fondò il Wiener Keramik (Laboratorio di ceramica di Vienna), insieme al suo amico Michael Powolny, e un anno dopo divenne membro della Wiener Werkstätte, che vendeva tra l’altro anche i prodotti che uscivano dalla Wiener Keramik. 

Molti artisti viennesi, oltre a Koloman Moser, progettarono libri per bambini, utilizzandoli come prototipi per il proprio lavoro. Contemporaneamente gli intellettuali Otto Neurath e Ernst Gombrich contribuirono in modo differente al Visual Design, il primo con le sue ricerche ed innovazioni grafiche sulle icone / simboli, il secondo con i suoi scritti teorici sulla riproducibilità dell’arte.
Al fine di creare una comunicazione visiva esteticamente gradevole, era frequente nell’illustrazione il ricorso alla decorazione, annunciando l’inizio dello stile Liberty a Vienna. Nel 1905, in occasione del centenario della morte del poeta tedesco Friedrich Schiller, un opuscolo commemorativo fu stampato e distribuito agli scolari. Questa è considerata la più bella opera di Heinrich Lefler (1863-1919), un pittore austriaco, decoratore e grafico viennese, figlio d’arte, dato che anche suo padre Franz era un pittore.
Heinrich entrò all’Akademie der Bildenden Künste di Vienna quando aveva diciassette anni e studiò sotto Cristiana Griepenkerl. Proseguì gli studi sotto Nikolaos Gysis e Wilhelm von Diez a Monaco di Baviera presso l’Akademie der Bildenden Künste e si diplomò nel 1884.
Sotto l’influenza artistica del suo maestro Diez, Lefler iniziò la sua carriera professionale con la creazione di quadri simbolisti ricchi di motivi decorativi e paesaggi fiabeschi. Gradualmente arrivò allo Jugendstil e dal 1897, quando gli artisti della Secessione di Vienna si ribellarono all’arte istituzionale, si unì a loro.

Anche Lefler e suo cognato Urban illustrarono libri per bambini, oltre a calendari e brochure teatrali. La coppia creativa progettò e realizzò anche gli affreschi per la Rathauskeller a Vienna e produsse mobili, paraventi, orologi, scatole di gioielli, disegni per ricami, e scenografie. Infine, nel 1900, Lefler e il cognato si ribellarono alla Secessione e formarono la propria organizzazione: la Hagenbund (“Associazione Artisti Hagen”). Il nome del gruppo derivava dal nome del titolare di una locanda viennese che frequentavano abitualmente, il signor Hagen appunto.

Fonti e approfondimenti

  • Viv Croot, Klimt: Great Lives in Graphic Form, Ammonite Press, 2018.
  • Gabriele Fahr Becker, Wiener Werkstätte, Taschen, 2015.
  • Maria Rennhofer, Koloman Moser: Master of Viennese Modernism, Thames & Hudson, 2002.
  • Valerio Terraroli, Ver Sacrum. La rivista della Secessione viennese 1898-1903, Skira, 2018.